La Mini Transat 6.50, spesso abbreviata in Mini Transat, è una regata oceanica in solitario che richiama appassionati e talenti emergenti da tutto il mondo. È una delle prove più dure e pure: barche piccole (6,50 m), equipaggio singolo, nessun contatto via terra (o quasi) e una traversata che mette alla prova corpo, mente e barca.
La regata è organizzata dalla Classe Mini e si disputa ogni due anni (nelle annate dispari). Wikipedia
Esistono due categorie principali all’interno della classe Mini:
- Serie (Production): barche prodotte in almeno dieci esemplari, con limitazioni su materiali e tecnologia per contenerne i costi e rendere la competizione più aperta e accessibile.
- Proto (Prototype): progetti sperimentali, barche più libere nell’uso di soluzioni tecniche evolute (come derive basculanti, apparecchi rotanti, materiali avanzati, appendici “non convenzionali”) per chi vuole spingere al massimo l’innovazione. boatnews.com
Storicamente la Mini Transat parte da Les Sables-d’Olonne (Francia) e termina nei Caraibi (spesso Guadeloupe, con tappa intermedia alle Canarie). PGN Ocean Racing

Nel suo percorso classico la regata si sviluppa in due tappe:
- Les Sables-d’Olonne → Isole Canarie (Santa Cruz de La Palma), circa 1.350 miglia nautiche.
- Canarie → Caraibi / Guadeloupe (Saint-François) per circa 2.700 miglia nautiche (o più), attraversando l’Atlantico in condizioni di vento al traverso e al lasco.
In totale il percorso di regata supera le 4.000 miglia nautiche.
La Mini Transat 2025: numeri, protagonisti, imprevisti
Numero di iscritti e composizione della flotta
Per l’edizione 2025, sono iscritti 90 velisti in solitario alla partenza.
Tra loro vi sono molti esordienti: si parla di 82 rookie (ossia alla prima partecipazione) nella flotta, con età che vanno dai 20 ai 64 anni. Inoltre, la flotta non è esclusivamente francese: sono presenti ben 27 skipper stranieri provenienti da 13 Paesi.
Per l’Italia, fanno parte della rosa dei partecipanti Cecilia Zorzi (su Eki) e Nicolò Gamenara (su Red Hot Mini Pepper) Giornale della Vela. Anche in passato l’Italia ha lasciato il segno nella Mini Transat: Ambrogio Beccaria, ad esempio, è stato il primo italiano a vincere la regata nella categoria Serie, nel 2019.

La partenza e l’annullamento della prima tappa
La prova 2025 è partita domenica 21 settembre da Les Sables-d’Olonne. Tuttavia, l’evento si è imbattuto in una complicazione seria: l’arrivo dell’uragano Gabriele, classificato come categoria 4, ha costretto l’organizzazione a annullare la prima tappa fra Les Sables-d’Olonne e Santa Cruz de La Palma.
Secondo le dichiarazioni ufficiali, il vento potrebbe arrivare a 60 nodi con onde di 6-8 metri: condizioni ritenute troppo pericolose per la piccola flotta. Per garantire la sicurezza, i concorrenti sono stati invitati a dirigersi verso porti rifugio lungo la costa iberica, e l’organizzazione ha coordinato la logistica per accoglierli.
La decisione è stata presa in concerto con la Direzione di Gara, con l’obiettivo prioritario di salvaguardare equipaggi e barche. Alcuni skipper sono già riusciti ad arrivare nei porti di riparo, mentre altri sono ancora in navigazione in direzione delle coste spagnole o portoghesi.
Qual è la situazione attuale?
Alla data più recente, la prima tappa risulta sostanzialmente cancellata, e la flotta si trova dispersa lungo la costa atlantica della penisola iberica, in cerca di rifugi. Le modalità e il calendario aggiornato per la prosecuzione della regata non sono ancora resi noti, ma l’organizzazione ha assicurato che fornirà comunicazioni nei prossimi giorni.
È possibile che la regata venga ristrutturata — ad esempio ricalibrando il percorso o modificando le tappe — per adattarsi alle nuove condizioni meteorologiche e garantire comunque una competizione significativa.

Cosa rende la Mini Transat così speciale
- Dimensioni ridotte = margini minimi: navigare con una barca di soli 6,50 m significa che ogni scelta tattica, ogni virata, ogni momento di riposo è critico. Non si può permettere alcun errore.
- Solitudine e resilienza: in solitario e isolati (con comunicazioni ridotte), i partecipanti affrontano non solo la fatica fisica ma anche il peso psicologico della decisione continua in mezzo all’oceano.
- Scuola di vela d’altura: molti campioni del mare ed ex partecipanti della Mini Transat sono poi passati a classi maggiori (Classe 40, Imoca, ecc.).
- Laboratorio tecnico: soprattutto nella categoria Proto, si sperimentano nuove idee, geometrie, materiali e appendici.
- Storia e mito: la Mini Transat è una delle prove più affascinanti e romantiche della vela, un po’ “fuori dal tempo”, dove il mare, il vento e la barca diventano protagonisti assoluti.
Qui sotto la mia intervista a Giulia Farnetani.










