Il mare ha un nuovo dominio. Il maxi-trimarano Sodebo Ultim 3, guidato dallo skipper francese Thomas Coville insieme a un equipaggio di sei veterani dell’oceano, ha completato la circumnavigazione del globo in 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi, aggiudicandosi il prestigioso Trofeo Jules Verne e stabilendo un nuovo record mondiale di velocità non-stop attorno alla Terra.
Questa impresa storica migliora di oltre 12 ore il precedente primato fissato nel 2017 dal leggendario IDEC Sport di François Joyon, che resisteva da ben nove anni e tredici tentativi di abbattimento record.

La sfida del Trofeo Jules Verne: non è una regata qualsiasi
Il Trofeo Jules Verne è molto più di una gara: è un’impresa d’altri tempi. Ispirato all’omonimo romanzo di Jules Verne, il record consiste in una circumnavigazione senza scalo e senza assistenza, con partenza e arrivo sulla linea immaginaria tra il faro di Créac’h (Bretagna) e quello di Cap Lizard (Inghilterra). Il percorso teorico è di 21.600 miglia nautiche — oltre 40.000 chilometri — ma le imbarcazioni, per sfruttare le migliori correnti e venti, ne percorrono molte di più.
Per battere il record ci vuole una barca che unisca velocità, affidabilità e una pianificazione meteorologica perfetta. In queste condizioni, ogni decisione, ogni manovra e ogni scelta tattica possono fare la differenza tra la gloria e il ritiro.
Sodebo Ultim 3 e il team di Coville: tecnologia e talento
Il Sodebo Ultim 3 è un trimarano oceanico della classe Ultim, lungo 32 metri e largo 23, con un albero di 34 metri e un set di vele che può raggiungere i 697 metri quadrati di superficie. Progettato per prestazioni estreme e costruito in fibra di carbonio, questo gigante del mare è dotato di foils che consentono alla barca di “volare” sull’acqua a velocità impressionanti, con picchi che sfiorano i 50 nodi.
Alla guida di questa macchina da record c’era Thomas Coville, esperto velista francese che vanta una carriera leggendaria negli oceani. Con lui a bordo: Benjamin Schwartz, Frédéric Denis, Pierre Leboucher, Léonard Legrand, Guillaume Pirouelle e Nicolas Troussel — un mix di esperienza e vigore che ha fatto la differenza nelle condizioni più dure.
Perché è riuscito a battere il record
Diversi fattori hanno reso possibile l’impresa:
- Finestra meteorologica perfetta: la partenza strategica e la scelta di rotte basate sulle previsioni del tempo hanno permesso alla barca di mantenere un ritmo infernale fin dalle prime fasi della navigazione.
- Performance intermedie eccezionali: Sodebo ha stabilito tempi record anche nei segmenti chiave — come il passaggio all’equatore e il giro del Capo Horn — accumulando un vantaggio significativo rispetto al precedente tempo di IDEC Sport.
- Tecnologia di bordo avanzata: la capacità dei foils di sollevare gli scafi e ridurre l’attrito ha mantenuto velocità medie elevate per larga parte della circumnavigazione.
Altri contendenti e disavventure
Nonostante Sodebo sia stato il protagonista assoluto, altre imbarcazioni tentavano lo stesso record:
🟦 The Famous Project CIC a bordo di IDEC Sport
Questa versione rinnovata di IDEC Sport ha affrontato anch’essa la circumnavigazione, con un equipaggio interamente femminile che ha dovuto fare i conti con condizioni meteorologiche impegnative nel Nord Atlantico e difficoltà che ne hanno rallentato la corsa, escludendola dalla contesa del record.
Altri progetti come tentativi in solitaria su Ultim (ad esempio l’ex Sodebo Ultim’2 con Guirec Soudée a bordo di Ultim MACSF con un giro del mondo “controvento e controcorrente”) dimostrano quanto audace sia il panorama delle circumnavigazioni oceaniche, ma non erano in lotta diretta per il Jules Verne classico.
Una performance da leggenda
L’impresa di Sodebo Ultim 3 rappresenta un nuovo capitolo nella storia della vela estrema. Con un tempo di 40 giorni e spiccioli, il record di circumnavigazione non è stato solo superato, ma scritto in modo spettacolare da una barca che ha saputo combinare tecnologia di punta, affiatamento d’equipaggio e sacrificio. Un’impresa che farà parlare di sé per anni e che porta ancora una volta il nome della vela oceanica francese ai vertici mondiali.










