BAGNOLI – 7 febbraio 2026 – Mentre proseguono i lavori di bonifica e trasformazione urbana nell’area ex Italsider di Bagnoli in vista dell’America’s Cup 2027, Napoli si trova ad affrontare un clima di tensione crescente. Da una parte l’accelerazione dei cantieri e delle opere sul fronte mare; dall’altra una mobilitazione cittadina che contesta l’evento e le modalità con cui vengono portati avanti gli interventi.
Lavori in corso e stato dei cantieri
Bagnoli, da decenni al centro di un complesso processo di rigenerazione urbana, è entrata in una fase particolarmente delicata: l’America’s Cup viene percepita dalle istituzioni come un acceleratore decisivo, capace di sbloccare opere rimaste ferme per anni.
Tra gli interventi principali in corso:
- Messa in sicurezza e sistemazione della colmata, con lavorazioni per il livellamento e la preparazione della copertura protettiva (capping), necessaria per limitare la dispersione di materiali inquinanti.
- Lavori in mare con la realizzazione di una nuova scogliera protettiva e attività di consolidamento del fondale antistante la colmata.
- Demolizione di strutture residue dell’ex area industriale, compresa la progressiva rimozione del pontile centrale, nell’ottica di una futura riqualificazione del waterfront.
- Monitoraggi ambientali e attività tecniche collegate alla gestione delle emissioni di polveri sottili e al controllo delle condizioni di sicurezza.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato rendere Bagnoli “operativa” e sicura per ospitare la base logistica e tecnica dell’evento; dall’altro trasformare l’area in un grande spazio urbano e turistico affacciato sul mare.
La protesta di oggi: “No America’s Cup”

Accanto ai cantieri, cresce però la contestazione. Oggi, centinaia di persone hanno partecipato a un corteo a Bagnoli scandendo lo slogan “No America’s Cup”, denunciando quello che i manifestanti definiscono un progetto calato dall’alto e privo di adeguata condivisione con i residenti.
Le motivazioni della protesta si concentrano soprattutto su alcuni punti:
- timori legati agli impatti ambientali e alle modalità delle bonifiche;
- richieste di maggiore trasparenza sui progetti e sulle ricadute reali per il quartiere;
- critica alla mancanza di un confronto strutturato con i comitati e la cittadinanza;
- paura che l’evento diventi una spinta verso una trasformazione urbana non inclusiva, con il rischio di aumentare tensioni sociali e pressioni immobiliari.
Tra opportunità internazionale e fratture locali
L’America’s Cup rappresenta per Napoli un evento di portata enorme: visibilità globale, turismo, ritorno economico e un possibile rilancio della filiera nautica. Tuttavia, la vicenda di Bagnoli dimostra che un grande evento non basta da solo a creare consenso.
Il nodo centrale resta la stessa domanda che il quartiere porta sulle spalle da decenni: questa trasformazione sarà davvero un riscatto per i cittadini o un’operazione che privilegia l’immagine internazionale rispetto ai bisogni reali del territorio?
In questo scenario, la sfida delle istituzioni non è solo rispettare tempi e cantieri, ma costruire un percorso credibile che tenga insieme bonifica, sostenibilità, sicurezza e partecipazione.
Timeline – Lavori e proteste a Bagnoli verso l’America’s Cup 2027
Fase 1 – Accelerazione dei cantieri (fine 2025 – inizio 2026)
- Ripresa e intensificazione delle attività sul fronte mare.
- Avvio delle lavorazioni strutturali sulla colmata, con operazioni preparatorie al capping.
- Attivazione di controlli ambientali e procedure tecniche legate alla sicurezza del cantiere.
Gennaio 2026 – Prime mobilitazioni organizzate
- Nascono e si consolidano comitati e reti cittadine contrarie al progetto.
- Prime azioni pubbliche e contestazioni dirette ai cantieri.
- Blocchi e rallentamenti simbolici lungo le aree di accesso.
Inizio febbraio 2026 – Interventi più visibili
- Avanzano i lavori in mare: nuova scogliera, consolidamenti, preparazione delle aree.
- Prosegue la demolizione e rimozione di strutture industriali residue.
- L’area inizia a cambiare aspetto e la percezione pubblica si polarizza.
7 febbraio 2026 – Corteo “No America’s Cup”
- Centinaia di persone sfilano a Bagnoli.
- La protesta si sposta dal piano tecnico (bonifiche e cantieri) al piano politico: “chi decide e per chi”.
2026 – 2027 (scenario probabile)
- Proseguimento lavori di bonifica e messa in sicurezza.
- Realizzazione delle infrastrutture necessarie all’evento (basi tecniche, logistica, accessi).
- Possibile intensificazione delle proteste se non si apre un tavolo pubblico stabile.
2027 – America’s Cup
- Bagnoli come sede strategica per l’organizzazione dell’evento.
- Test decisivo: capire se l’America’s Cup sarà ricordata come occasione di rigenerazione o come frattura sociale.





