Il 14 febbraio 2026, nella base tecnica di Lorient, è stato varato in acqua il nuovo Gitana 18 – Maxi Edmond de Rothschild, il trimarano volante destinato a rappresentare la nuova frontiera della classe Ultime. Un momento simbolico e tecnico di grande importanza per il Gitana Team, che apre ufficialmente una nuova fase sportiva e tecnologica.
Un laboratorio volante di 32 metri
Il Gitana 18 è un maxi trimarano di 32 metri di lunghezza per 23 metri di larghezza, costruito interamente in composito di carbonio. La piattaforma è stata sviluppata con l’obiettivo di ottimizzare il volo stabile ad altissime velocità, sfruttando un sistema di foils di nuova generazione e appendici profondamente riprogettate rispetto al precedente Maxi Edmond de Rothschild.
Tra le innovazioni principali:
- Foils a geometria evoluta, studiati per migliorare la stabilità longitudinale e laterale in modalità volo.
- Tre timoni con piani portanti, fondamentali per il controllo dell’assetto.
- Rig completamente ripensato, con albero di oltre 35 metri e piano velico ottimizzato per gestire carichi enormi mantenendo efficienza aerodinamica.
- Sistemi di controllo e gestione dati ancora più sofisticati, con una forte integrazione tra sensoristica e regolazioni in tempo reale.
L’obiettivo dichiarato è spingere ancora più in alto il concetto di “volo oceanico”, mantenendo medie elevate anche in condizioni impegnative.

Le parole dello skipper
Lo skipper Charles Caudrelier ha sottolineato l’importanza del momento ma anche la complessità della fase che si apre ora. Dopo il varo e l’installazione dell’albero, il team dovrà affrontare circa 20 giorni di preparazione intensiva prima di considerare la barca pronta per navigare a pieno regime.
In questo periodo verranno completati:
- La calibrazione di tutti i sistemi elettronici e dei sensori.
- I test strutturali sotto carico.
- Le verifiche sui sistemi idraulici di regolazione dei foils.
- Le prime prove statiche del rig.
- L’ottimizzazione dei software di controllo del volo.
I prossimi step: dalla banchina al volo oceanico
Dopo la fase di preparazione a terra, inizieranno le prime uscite tecniche in mare, inizialmente in condizioni controllate e con equipaggio ridotto. L’obiettivo sarà:
- Validare la stabilità in modalità dislocante.
- Attivare progressivamente il volo sui foils.
- Raccogliere dati strutturali e aerodinamici.
- Confrontare le performance reali con le simulazioni.
Seguirà una fase di messa a punto progressiva, durante la quale il team potrà intervenire su appendici, assetti e regolazioni del piano velico. Come spesso accade nei progetti Ultime, i primi mesi sono cruciali per trasformare il potenziale teorico in performance concreta.
Parallelamente verrà avviata la preparazione atletica e strategica per le grandi competizioni oceaniche del circuito, con un programma che includerà navigazioni lunghe per testare affidabilità e gestione del mezzo in condizioni reali d’altura.
Un nuovo capitolo per la classe Ultime
Il Gitana 18 rappresenta molto più di una nuova barca: è l’evoluzione di un concetto. Se la generazione precedente ha dimostrato che il volo oceanico è possibile e competitivo, questa nuova piattaforma punta a renderlo più stabile, più controllabile e più veloce.
Il varo di Lorient segna quindi l’inizio di un percorso che, nelle intenzioni del team, porterà il trimarano volante a essere protagonista nelle prossime grandi sfide offshore.
Per chi segue la vela tecnologica e le grandi regate oceaniche, è appena iniziata una nuova fase di sviluppo che potrebbe ridefinire ancora una volta i limiti della navigazione a vela.





